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Sagre 2018 in Italia

Scoprendo l’Italia a passo di “sagre 2018 in Italia”.

Le sagre 2018 in Italia sono eventi importanti che caratterizzano ogni singolo paese in cui hanno luogo, mettendo in mostra i suoi punti forti e le rispettive peculiarità.
Inoltre una sagra è la combinazione di ottimo cibo tradizionale e conoscenza degli usi e dei costumi di una specifica zona della grande Italia. Anche per quest’anno sono state programmate tantissime sagre da non perdere, viaggiando da nord a sud; da gennaio a dicembre le date sono già state stabilite e la lista è davvero lunga.

Ogni regione ha degli eventi annuali che destano molta curiosità fra i turisti di passaggio ed hanno una grande importanza per tutti i cittadini del luogo.
Dalla Campania alla Sicilia, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, dalla Liguria alla Calabria, insomma le sagre 2018 in Italia sono davvero numerose ed ognuna risulta essere interessante e particolare, grazie a degli elementi unici.
Una sagra fa scoprire il vero gusto della tradizione, l’amore di ogni persona per il proprio luogo, l’amore per la propria terra e per i suoi prodotti, oltre ad una vasta scelta di piatti tipici della regione insieme a folklore e musica.

In Sicilia ad esempio sono in programma, come ogni anno, delle sagre importanti:

  • La sagra del mandorlo in fiore ad Agrigento, dal 3 marzo;
  • La sagra della seppia a Scicli, dal 9 marzo;
  • La sagra del carciofo a Niscemi, dal 6 aprile;
  • La sagra della ricotta e del formaggio a Vizzini, dal 22 aprile;
  • La sagra delle ciliegie a Graniti, dal 1 giugno;
  • La sagra del granoturco ad Antillo, dal 12 agosto;
  • La sagra del mosto da settembre a Rosolini;
  • La sagra del pistacchio a ottobre a Bronte;

la festa del suino a dicembre a Malvagna.

Anche l’Emilia Romagna è ricca di eventi tradizionali, infatti ci sono molte manifestazioni alle quali partecipare, fra cui:

  • La sagra dei ciccioli in piasa, a San Martino in Rio, giorno 11 marzo;
  • La sagra della piè fritta a Fontanelice, dal 2 aprile;
  • La festa dell’asparago verde, dal 16 maggio;
  • La sagra della patata ad Argenta, dal 9 giugno;
  • La sagra dei pinoli ad agosto a Marina Romea;
  • La sagra della castagna a Borgo Val di Taro ad ottobre;
  • La festa del tartufo nero a novembre a Calestano.

In Umbria dal 23 febbraio c’è la sagra del nero di Norcia, appunto nel paese di Norcia; la sagra delle cape in Friuli Venezia Giulia a Lignano Sabbiadoro dal 3 marzo; nella regione a Licenza dal 25 febbraio quella della polenta rencocciata ed infine a Veroli dall’11 marzo la sagra della crespella.
La sagra del polentone, della carne, delle rane, del latte e del brasadè in Lombardia, quella degli agrumi e del torrone in Sardegna ed ancora la festa del cioccolato artigianale, del tartufo Marzuolo e della trota in Toscana. Ed ancora a settembre la festa dell’uva in Veneto e dello speck in Trentino a Funes. Per concludere l’anno, a dicembre ci saranno la sagra del pane e dell’olio in Puglia e quella della nocciola in Campania. Non va dimenticata, a novembre, la sagra della castagna di Montella in provincia di Avellino, in Campania.
Questo elenco delle sagre 2018 in Italia on è sicuramente esaustivo, siamo ad inizio anno e tante sono le date ancora da programmare. Seguiteci per restare aggiornati e conoscere gli aspetti popolari delle singole regioni e trascorrere dei momenti di relax e divertimento.

 

Settore Food e Beverage: una moda o una reale opportunità lavorativa?

Oggi il settore del Food e Beverage è in notevole sviluppo analizziamone i pro e i contro.

Sembra che allo stato attuale delle cose il cibo e, ovviamente le bevande, facciano parte dell’unico, o quasi, settore che tira e per il quale gli imprenditori stanno investendo in maniera crescente, direi quasi esponenziale. Ma si tratta solo di una moda del momento oppure può essere una vera e propria opportunità lavorativa, soprattutto per i giovani che sono alla ricerca di un primo lavoro e che desiderano mettere in pratica la propria passione per la cucina?

Molti giovani infatti, oggi, sulla scia di questo trend, pensano che diventare chef sia la propria aspirazione e lo ritengono un lavoro davvero affascinante.

 

Rispondiamo a qualche domanda comune.

  • È proprio tutto vero e facile così come sembra da ciò che ci propongono i media?

Per capire come riuscire a lavorare nell’ambito del food occorre non solo avere dei precisi criteri, ma bisogna possedere una grande passione, perché si tratta di una “vocazione”, un lavoro faticoso e che coinvolge e stravolge tutta la propria vita. Un lavoro da non prendere a cuor leggero, da ponderare e, nel caso lo si scelga, da buttarsi a capofitto senza dubbi o rimorsi.

  • Come si fa a diventare chef? Come muoversi per intraprendere questa affascinante carriera?

Sui fornelli così come nella vita, sicuramente le opportunità non vengono fuori dal nulla, anche se le prospettive di lavoro e di carriera nel settore food sono tante e le più svariate. I profili che risultano più richiesti, sono quelli di chef, chef de rang, capo sala e infine di food e beverage manager. Quest’ultimo è colui a cui viene affidata la responsabilità sia della conduzione che della pianificazione dei servizi di ristorazione nell’ambito di un’organizzazione piuttosto complessa secondi gli standard sia di qualità, che di quantità che di costo. Per accedere a queste professioni oltre alla passione servono tutte le skills che risultano adatte per essere assunti nei colossi del food così come in ogni ristorante della propria città.

Lavorare per grandi brand del food e beverage offre opportunità sia nel caso della prima occupazione, anche part-time, sia se si desidera fare carriera come manager. Esiste anche la possibilità di fare degli stage formativi sia in Italia che all’estero al fine di integrare e ampliare il proprio curriculum, soprattutto per i giovani che esordiscono sul mercato lavorativo.

Riassumendo i principi fondamentali che servono per riuscire a lavorare nel settore del food e beverage occorre dire che innanzitutto è indispensabile la passione, ma servono anche moltissimo impegno, una grande dedizione e tanto lavoro anche di equipe!

 

 

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Dove mangiare a Copenaghen: il mercato all’aperto Street Food

Tra le tante attrazioni di Copenaghen c’è anche la gastronomia.

Da qualche anno la capitale danese è infatti diventata un punto di riferimento per gli amanti della cucina gourmet, per i degustatori e i golosi. Ristoranti, trattorie e bar per tutti i gusti e le tasche spuntano in ogni angolo della città ed attirano i tantissimi turisti che ogni anno visitano la splendida Copenaghen. Dal punto di vista culinario la città può vantare il ristorante più famoso al mondo nel 2014 – il Noma, ma anche mercati coperti come quello di Torvehallerne, amatissimo soprattutto dai più giovani e il Kødbyens Mad & Marked, aperto esclusivamente il sabato e la domenica.

Tra gli altri posti dove è possibile mangiare molto bene in città a prezzi decisamente convenienti c’è il Copenaghen Street Food (CSF). Si tratta di un mercato all’aperto inaugurato nella primavera del 2014 molto vintage situato a

Papirøen, l’isola di carta, che deve il suo nome al precedente utilizzo dell’area come stoccaggio di carta. Qui si trovano vecchi truck americani, furgoncini degli anni ’70, i classici chioschetti che servono le specialità di moltissime cucine al mondo, purchè i cibi appartengono a quella categoria tanto in voga in questo periodo dello “street food”. Cucina turca, cubana, vegetariana, belga, pasta fatta a mano sono alcune delle golosità presenti tra gli stand.

In questo posto speciale si possono mangiare zuppe del giorno, salsicce artigianali e hot dog, patatine fritte, carne alla griglia, tacos messicani, Fish & Chips, panini di ogni sorta, pollo allo spiedo, pizza cotta nel forno a legna, i tipici smørrebrød (fette di pane imburrate farcite di ogni bendidio). Tutti questi piatti golosi rispettano criteri di qualità, sostenibilità ed economicità – sul sito ufficiale del mercato ci fanno sapere che il Copenaghen Street Food supporta e difende l’originale vacca da latte rossa danese e la fattoria biodinamica Thorshojgaard.

Oltre alla qualità, l’altra caratteristica del cibo da strada della capitale danese è l’economicità. L’obiettivo è infatti quello di dare l’opportunità di trovare piatti a meno di 7/8€ (50dkk), adatti ai gusti di tutti, dai palati più sofisticati ai bambini. La varietà della scelta è senza dubbio un altro fattore che spinge moltissime persone – anche i turisti che soggiornano in città – a fare un salto al Copenaghen Street Food. Il motto del mercato è “Genuino, onesto ed estetico”, e dopo avervi trascorso qualche ora, non si può far altro che convenire che esso viene rispettato ed applicato.

Dal mercoledì al sabato è possibile prenotare un tavolo. Il lunedì ed il martedì il mercato è chiuso. L’orario di apertura è dalle 12 alle 21 per i furgoncini che servono pranzo e cena, mentre i bar aprono alle 10. Accanto al cibo vi sono anche tanti eventi che contribuiscono a fare del CSF un luogo di intrattenimento a 360°. Qui infatti vengono organizzati il Jazz Festival, il Kulturhavn – festival estivo fronte mare dedicato alla cultura – concerti ed appuntamenti per bambini. Per arrivare a Papiroen si può prendere l’imbarcazione 993 da Nyhavn/Havnegade; la metro più vicina è Christianshavn, distante 15 minuti a piedi.

Infine, scopri anche cosa vedere a Copenaghen: il nuovo ponte Cirkelbroen.

 

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Settore Food & Beverage, quando il cibo sposa il web

Perché il settore Food & Beverage sembra non andare mai in crisi…

Grazie anche allo sviluppo del mondo del web, ristoranti, bar, pub ed altri ancora riescono a prosperare ed avere numerosi clienti ogni giorno. Tuttavia, il successo in questo settore non è sempre assicurato. Infatti, per ottenere una clientela rispettabile e promuovere la propria attività ristorativa, gestori di ristoranti oppure i cosiddetti Manager Food & Beverage promuovono la propria attività con pagine social, contenuti sfiziosi e quant’altro. Promuovere la propria attività su internet ormai sembra essere una regola e chi non usufruisce di questi sistemi è destinato a fallire.

Food & Beverage: come il web ha influenzato anche questo settore
Come detto in precedenza il web ha influenzato il settore Food & Beverage. Naturalmente, non bisogna vedere questo fatto come un aspetto negativo. Ad esempio, alzi la mano chi non legge le recensioni su Trip Advisor prima di visitare un ristorante. Questo sito di recensioni è particolarmente comune al giorno d’oggi e grazie alle recensioni di milioni di persone permette di decidere con certezza, quasi assoluta, quali ristoranti meritano e quali invece risultano essere scadenti oppure poco appetibili. Si sono sviluppati anche altri portali che offrono opinioni diverse come ad esempio Google e Gambero Rosso. Comunque, il consiglio è quello di non prendere come oro colato tutte le recensioni disponibili sul web. Spesso infatti, i ristoranti oppure le attività commerciali di questo settore alterano le recensioni chiedendo ad amici e conoscenti di valutare solo le cose positive, tralasciando quelle negative.

Food & Beverage, anche i social “alleati” di questo settore
Come ogni altra attività, i social possono essere potenti alleati di esercizi commerciali che offrono servizi di Food & Beverage. Ormai si è praticamente bombardati da pubblicità che mettono in mostra i famosi panini del mese, novità culinarie uniche, ingredienti innovativi ed altri elementi di questo genere. Il tutto per attirare l’attenzione dei potenziali clienti e spingerli verso la propria attività ristorativa. Come detto in precedenza però, è bene rimanere imparziali e lucidi sulle scelte da compiere nel settore Food & Beverage senza farsi influenzare troppo dall’esterno che spinge tutti verso una direzione conforme ed unificata.

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Food italiano, importante valore aggiunto della cultura italiana

Food italiano, o meglio dire, cibo italiano: trofeo del bel paese nel mondo.

Tra le meraviglie d’Italia occupano un posto di rilievo tutti i prodotti derivanti dalla nostra tradizione culinaria. Molti di questi prodotti per le loro peculiari caratteristiche di genuinità e bontà si sono guadagnati, a giusto titolo, il riconoscimento di prodotti certificati di origine protetta.
Il cibo italiano è amato in tutto il mondo e funge come uno dei principali catalizzatori turistici, riuscendo ad attirare flussi internazionali che giungono in Italia attratti anche dalla possibilità di gustare piatti dalla nomea ormai più che conclamata.
Ma perché il food italiano piace? Perché è apprezzato in tutto il mondo anche da popoli con tessuti culturali distanti da noi?
Proviamo a riassumere la risposta in 3 punti fondamentali.

  1. Il food italiano cela elementi che provengono da altre culture, per cui alla base di questo alto indice di gradimento ci sarebbe una certa familiarità con prodotti in uso in altri paesi ma che in Italia sono combinati alla nostra maniera, secondo cioè le nostre usanze. Il cibo italiano si caratterizza infatti per la sua semplicità e per l’accostamento equilibrato di ingredienti che insieme ricreano dei sapori autentici.
    A conferma di questa tesi si pensi che il food italiano è indicativo di una tradizione che si è formata nei secoli, le sue origini infatti affondano le radici nel IV secolo a.C.
    È in questa epoca che comincia ad assumere una sua forma più definita pur subendo continuamente grandi cambiamenti condizionati da eventi politici e sociali. Il cibo italiano così come si presenta oggi è il risultato di influssi derivanti da altri mondi, in particolare dall’antica Grecia, dall’antica Roma e dall’impero bizantino, mentre considerevoli innovazioni si ebbero con la scoperta del Nuovo Mondo che comportò l’inserimento di nuovi ingredienti prima sconosciuti.
  2. Il cibo italiano piace anche perché per molti rappresenta un mito, qualcosa di cui si sente parlare da sempre con tono sensazionalista. Quanto a quest’ultimo aspetto non dovremmo rimanere sorpresi, agli italiani piace parlare di cibo e quando lo facciamo è sempre con ostentato orgoglio. Inoltre, è notizia recente che il 2018 è stato proclamato l’anno del cibo italiano, ciò certamente rappresenterà un’ulteriore opportunità per l’Italia per affermare la sua fama a livello internazionale in materia di cibo.
  3. Il cibo italiano è sano. Da uno studio condotto da esperti nutrizionisti, grandi chef e antropologi di varie nazionalità riunitisi in occasione dell’ultimo salone internazionale dell’alimentazione, l’italian way of fooding è lo stile alimentare più seguito in quanto rappresenterebbe il giusto compromesso tra gusto e salute.
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Le 10 migliori mete italiane per un turismo enogastronomico

Italia: meta indiscussa di un turismo enogastronomico che non conosce crisi

Italia: meta indiscussa di un turismo enogastronomico che non conosce crisi

Non solo arte, cultura e storia, il bel paese è un tripudio di buon cibo e buon vino

Dove andare per una full-immersion con il gusto più autentico dell’enogastronomia italiana?
Praticamente ovunque, da nord a sud, isole comprese, l’Italia per quanto famosa sia non smette di stupire, complice l’inesauribile estro e l’impegno degli addetti al settore. A seguire proveremo a riassumere in 10 punti le tappe fondamentali del turismo eno-gastronomico in Italia.

  1. Napoli e la Campania in generale perchè oltre la pizza, questa regione ha tanto altro da offrire, sia in fatto di prodotti di terra o di mare che in materia di vini. Da provare un buon piatto di friarielli, verdure tipiche del luogo accompagnate da un Taurasi, vino rosso DOCG.
  2. Palermo vanta una gastronomia eccellente e ha fatto dello street food un’arte, un rito, qualcosa a cui non si può dire di no. Un cono di pesce fritto o un polpo con olio e limone uniti alle fresche note di un calice di Grecanico è un’esperienza che auguriamo a tutti.
  3. Il Buio vi avvolgerà per aroma e sapore se farete tappa in Sardegna, stiamo parlando di un vino rosso intenso che di più non si può. Perfetto in combinazione con il maialino sardo o la pecora, i piatti forti dell’isola.
  4. I vini dei colli, il prosciutto crudo e il Parmigiano Reggiano vi attendono a Parma per un’apericena con i fiocchi.
  5. Alba, gioiello del Piemonte dove regna una cucina a base di saporiti risotti, tante varietà di funghi, il pregiato tartufo bianco, gli agnolotti, la polenta e tanto buon vino: Barbera, Barolo, Grignolino sono solo alcuni esempi.
  6. Timballo di selvaggina, polenta bianca o gialla, faraona col midollo di bue, anatra, lepre, accompagnati da un Valpolicella o un Bardolino vi attendono a Verona.
  7. Di tradizione fortemente popolare e contadina è la cucina laziale. Bucatini all’amatriciana, rigatoni alla carbonara, la coda alla vaccinara, la porchetta, il pecorino romano, tutti piatti da assaggiare e meglio se con un Castelli Romani rosso.
  8. Girando l’Italia alla ricerca del gusto non possiamo tralasciare Bari e le orecchiette al sugo con gli involtini o con le cime di rapa, le braciole di cavallo, le cozze fritte, i polpetti in umido, i lampascioni al forno. Da provare con un bicchiere di Gioia del Colle.
  9. Merita una visita anche Trento: buonissimi i canederli in brodo, con un calice di Muller-Thurgau è il top.
  10. Non potevamo non nominare Firenze: un susseguirsi di enoteche e osterie dove gustare un Chianti o un Brunello di Montalcino e un buon piatto di baccalà, una bistecca alla fiorentina o un lampredotto.